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Ecobonus edilizio 110%: cosa è e quali interventi copre

Ecobonus edilizio 110%: cosa è e quali interventi copre 30 Agosto 2021

Tra le numerose novità introdotte dal Decreto Rilancio, la nuova detrazione fiscale per interventi edilizi del 110% è sicuramente una delle più interessanti. Questa manovra offre la possibilità di detrarre le spese di differenti interventi mirati all’efficientamento energetico di un immobile, il tutto a patto che i lavori siano stati eseguiti tra il 1 Luglio 2020 e il 31 Dicembre 2021.

Cosa copre l’ecobonus 110%

L’articolo 128 del Decreto Rilancio chiarisce quali sono gli interventi che hanno diritto alla detrazione fiscale del 110%, tra questi troviamo:

  • Isolamento termico – Nel caso degli interventi di isolamento termico di un edificio, la detrazione è ottenibile solo se si copre oltre il 25% della superficie intonacata, con un massimale di spesa di 60.000€ per ogni immobile. Per quanto riguarda l’isolamento dei tetti, il limite di spesa è di 40.000€ per i palazzi da 2 a 8 unità mentre per le strutture uni o plurifamiliari con ingresso autonomo esterno la cifra sale a 50.000€.
  • Sostituzione impianti di climatizzazione condominiali – Per ottenere la detrazione del 110%, il nuovo impianto installato nelle parti comuni del condominio deve essere di classe energetica uguale o superiore alla A con una spesa massima di 30.000€.
  • Sostituzione impianti di climatizzazioni privati – Anche per i privati è previsto un tetto di spesa di 30.000€, in questo caso l’impianto deve essere a pompa di calore e quindi adatto al riscaldamento in inverno.

L’ecobonus al 110% è inoltre usufruibile per chi possiede due abitazioni, sia uni che plurifamiliari. Se i lavori vengono svolti nei Comuni colpiti dai terremoti del 2009 e 2016, l’ecobonus è incrementato al 160%.

Come richiedere l’ecobonus 110%

Per ottenere il Superbonus 110% è necessario possedere alcuni requisiti:

  • Il bonus viene richiesto per un miglioramento di 2 classi energetiche, o nel caso sia impossibile di raggiungere almeno una alta. Il miglioramento dev’essere certificato da unAttestato di prestazione energetica (APE) che è rilasciato da un tecnico abilitato.
  • Per ottenere il bonus, basterà indicare la spesa nella dichiarazione dei redditi. In alternativa, basterà richiedere uno sconto in fattura al fornitore o accedere alla detrazione del credito d’imposta a terzi (banche, enti terzi, e vicini di casa).

La richiesta per la detrazione del 110% va effettuata online attraverso il sito dell’Agenzia ENEA. Una volta effettuata la registrazione al portale, è necessario inserire tutti i dati anagrafici del beneficiario e quelli relativi all’immobile e gli interventi svolti. Una volta compilati tutti i modelli ed inseriti gli allegati richiesti, si potrà inoltrare la richiesta. Il rilascio di dichiarazioni falsificate può portare a sanzioni da 2.000 a 15.000€ per ciascuna dichiarazione falsa.

Ecobonus 110%, ecco la documentazione necessaria

Quali sono i documenti necessari? Bisogna presentare ben 36 documenti diversi. Ti consigliamo quindi di affidarti a professionisti, capaci di accompagnarti in ogni cosa. Vediamo quali sono. Il primo documento necessario è il via libera del condominio per poter effettuare i lavori sulle parti comuni. Questo dev’essere accompagnato da un visto di conformità da parte di commercialisti e CAF. Sarà utile per procedere alla richiesta del bonus e la cessione del credito. Questo visto potrà però essere richiesto dopo l’avvio delle procedure dell’Agenzia delle Entrate.

Altro documento importante, come detto è l’Attestato di Prestazione Energetica (APE), che ricordiamo dover essere rilasciato da un tecnico abilitato. Questo documento certifica la classe energetica inziale, quella finale e il miglioramento di due classi energetiche (o la più alta raggiungibile) grazie ai lavori che si effettuano con l’ecobonus 110%. I vari interventi saranno segnalati in via telematica, come la comunicazione all’ENEA. I tecnici abilitati devono inoltre fornire un’asseverazione con cui attestano i requisiti tecnici sulla base del progetto e dell’effettiva realizzazione. Ai fini dell’asseverazione della congruità delle spese si fa riferimento ai prezzari individuati dal decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, facendo riferimento ai prezzi predisposti dalle regioni e dalle province autonome, ai listini ufficiali o ai listini delle locali camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ovvero, in difetto, ai prezzi correnti di mercato in base al luogo dove si svolgono gli interventi. I tecnici abilitati dovranno rilasciare tale asseverazione rilasciata al termine dei lavori o per ogni stato di avanzamento dei lavori.

Chi ha diritto all’ecobonus 110%

Chi sono i beneficiari dell’ecobonus 110%? Possono usufruire di questo bonus:

  • i condomìni
  • le persone fisiche;
  • gli istituti autonomi case popolari;
  • le onlus, organizzazioni di volontariato e del terzo settore;
  • le cooperative “di abitazione a proprietà indivisa”;
  • le società sportive dilettantistiche ma esclusivamente per il rifacimento degli spogliatoi.
  • Il bonus è valido per prime e seconde case in condominio, all’interno di edifici plurifamiliari (ma con ingresso indipendente) e unifamiliari.
  • Sono esclusi gli immobili di lusso (categorie catastali: A/1, abitazioni signorili; A/8, ville; A/9, palazzi di pregio storico e castelli).

Ecobonus 110%: occhio alle sanzioni

Come detto, per richiedere l’ecobonus è necessario presentare tutti i documenti utili per accedere all’agevolazione fiscale. In caso di attestazione o documento mendace, la legge prevede una sanzione che parte dai 2.000 sino ad arrivare ai 15.000 euro.

La sanzione che riguarda ogni documento infedele rilasciato al cittadino. In caso di truffa, i benefici fiscali del super bonus decadranno all’istante. Spetterà al Ministero dello Sviluppo Economico verificare che ogni documento o attestazione sia valido.

Se non avviene l’integrazione parziale o totale, dei requisiti che danno diritto all’ecobonus 110%, l’Agenzia delle Entrate può recuperare le cifre corrispondenti alla detrazione non spettante già concesse. L’importo che sarà recuperato dall’Agenzia, verrà maggiorato con l’applicazione di interessi e sanzioni.

Visto che la documentazione da presentare è corposa, per evitare il peggio, ti consigliamo di affidarti alla guida di un CAF o di un professionista abilitato alla trasmissione delle dichiarazioni dei redditi (commercialisti o consulenti del lavoro).