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Ristrutturare casa: quali documenti servono

Ristrutturare casa: quali documenti servono 31 Dicembre 2018

Da tempo vuoi ristrutturare casa ma non sai da dove cominciare per quanto riguarda eventuali permessi e documenti? Ti aiutiamo noi a far chiarezza

È arrivato il momento di rinnovare la tua casa o ristrutturarne una appena acquistata, e riuscire a muoversi tra i permessi e i documenti necessari per farlo può essere un incubo. Per ogni intervento edilizio occorre una pratica, ma ci sono anche interventi di attività libera che non richiedono nessun adempimento.
Facciamo un po’ di chiarezza per riuscire a uscire vivi dalle scartoffie.

Quali sono gli interventi di edilizia libera?

Ci sono ristrutturazioni e interventi che non hanno bisogno di alcun permesso rilasciato dal proprio Comune e nessuna segnalazione. Il decreto Scia 2, infatti, ha fatto sì che gli interventi di edilizia libera aumentassero, che comprendono anche lavori che erano soggetti a Cil fino a poco tempo fa. Gli interventi di edilizia libera sono:

  • Ristrutturazioni ordinarie: ossia i lavori che comprendono il semplice abbellimento dell’abitazione e che non intaccano la struttura dell’edificio, come il rifacimento dei pavimenti, la tinteggiatura, la sostituzione di porte e impianti. È buona educazione avvisare l’amministratore di condominio e scusarsi anticipatamente per i rumori con gli altri condomini con un messaggio in bacheca.
  • Eliminazione di barriere architettoniche.
  • Installazione di serre e manufatti leggeri e mobili.
  • Installazione di pompe di calore di potenza termica inferiore a 12kw.
  • Installazione di pannelli solari e fotovoltaici (ma solo fuori i centri storici).

I titoli edilizi che servono per interventi che non fanno parte dell’edilizia libera

L’iter si fa diverso nel caso in cui si debbano fare dei lavori di ristrutturazione straordinaria, ossia interventi che prevedono lo spostamento o l’abbattimento di muri interni, l’installazione di una scala interna, rimodernamento del solaio, ecc. In questo caso, non si può agire da soli dandosi al fai-da-te, ma c’è bisogno dell’aiuto di un professionista, che sia un architetto o un geometra, che si occuperà di disegnare il progetto e occuparsi della documentazione necessaria da presentare all’ufficio competente del comune. Le documentazioni che servono di solito sono:

  • Cila (Comunicazione di inizio lavori asseverata)
  • Cil (Comunicazione di inizio lavori non asseverata)
  • Scia (Segnalazione certificata di inizio attività)
  • P.d.C. (Permesso di Costruire)

Quando serve la Cila

La Cila viene richiesta quando si devono svolgere dei lavori che non interessano le parti strutturali dell’edificio ma che servono a preservare la funzionalità dell’immobile. Serve, quindi, per interventi di manutenzione straordinaria come lo spostamento delle pareti interne o apertura di porte, frazionamento o accorpamento di stanze che non riguardi la modifica della volumetria, restauri leggeri, mobili stagionali e movimento di terra agricoli.

Quando serve la Scia

La Scia è la vecchia Dia, ossia la Denuncia di inizio attività, che adesso diventa Segnalazione certificata d’inizio attività. Questa ti serve quando devi fare interventi di manutenzione straordinaria che riguardano le parti strutturali dell’edificio e di restauro conservativo, interventi di edilizia leggera che comprendono la demolizione o la costruzione e il ripristino di edifici crollati con la stessa volumetria. Inoltre, la Scia si richiede come variante al Permesso di costruire quando non si modifica la destinazione d’uso di un edificio, la sua categoria edilizia, la sua sagoma e le volumetrie.
Questo tipo di lavori può avere inizio il giorno stesso che si presenta la documentazione e il titolare può richiedere il certificato di agibilità entro 15 giorni dalla fine dei lavori, mentre l’amministrazione ha 30 giorni per eseguire i controlli. Se non li esegue, il titolo diventa valido automaticamente.

Quando serve il Permesso di Costruire

Il Permesso di costruire si inoltra al Comune, e si attende un parere positivo, nel caso in cui c’è bisogno di accorpare due unità abitative diverse abbattendo una parete divisoria, o quando bisogna abbattere un muro portante. Nell’ultimo caso, c’è bisogno anche di un parere tecnico di un professionista che attesti che il progetto sia a norma.